Inizia oggi la missione di Pedro Sanchez in Italia. Il primo ministro spagnolo visiterà la FAO in giornata, mentre domani è atteso dal Papa Leone XIV, resta ancora incerto se ci sarà un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che, secondo alcune indiscrezioni potrebbe saltare per ragioni di agenda dei due capi di governo.
Nel bel mezzo di uno scandalo nazionale di corruzione, Sanchez deve ora gestire un’altra partita diplomatica tutt’altro che semplice: portare alla guida della FAO il suo ministro dell’Agricoltura e della Pesca, Luis Planas. Il nodo è che l’Italia ha già avanzato la propria candidatura, quella di Maurizio Martina, dal 2021 Vice Direttore generale dell’organizzazione, sostenuta sia dal governo che dal Partito Democratico.
Martina ha incassato l’appoggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ne hanno presentato ufficialmente la candidatura a febbraio, in occasione del Consiglio Agricoltura e Pesca a Bruxelles. “Martina ha ben rappresentato l’Italia e merita di avere un ruolo di guida in un’organizzazione internazionale di questo livello”, ha dichiarato Lollobrigida.
La frattura, però, non corre soltanto tra due governi dalle posizioni politiche agli antipodi in Europa, divide anche la stessa famiglia socialista. Martina è infatti una figura di primo piano del Partito Democratico, è stato ministro delle Politiche agricole nei governi Renzi e Gentiloni (2014-2018) e segretario ad interim del PD nel 2018. Candidatosi alle primarie del 2019, fu sconfitto da Nicola Zingaretti. Dal 2021 è Vice direttore dell’organizzazione delle Nazioni Unite a Roma.
Dopo l’annuncio della sua candidatura, la segretaria del PD Elly Schlein aveva espresso pieno sostegno: “Martina è persona stimata, che ha maturato esperienze internazionali e dimostrato capacità di visione e di governo. Confidiamo che il governo opererà con determinazione affinché diventi una candidatura condivisa a livello europeo”.
Dal 2019 l’organizzazione è guidata dal cinese Qu Dongyu, rieletto nel 2023 per un secondo mandato non rinnovabile. Con la sua scadenza fissata, la corsa alla successione è ufficialmente aperta. La direzione della FAO sarà assegnata a partire da giugno del prossimo anno, e Sanchez appare determinato a non lasciarsela sfuggire.

